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ECONOMIA
Ripresa lunga anche per la cosmesi

La cosmesi tiene anche nel 2009 e raggiunge consumi per 9.100 milioni di euro. Il primo semestre 2010 conferma però il calo della profumeria, dei canali professionali, dell'export. Tempi lunghi per la ripresa di un settore che, pur irrinunciabile, deve fare i conti con potere d'acquisto ridotto e maggiore controllo della spesa

Nel 2009 i consumi del segmento cosmetico hanno raggiunto 9.100 milioni di euro: un dato sostanzialmente in linea con i risultati 2008, ma in leggero calo sul fronte delle imprese che chiudono l'anno con un fatturato di 8.300 milioni di euro, alleggerito sul fronte delle esportazioni, scese del 4,7%. A trainare il settore resta la grande distribuzione, che nel 2009 totalizza 3.600 milioni di euro e conferma il +2,4% raggiunto nella seconda metà dell'anno con il +2,5 atteso nel primo semestre del 2010. E così per farmacia ed erboristeria: la prima, forte di un valore di 1.400 milioni di euro, chiude la seconda parte del 2009 con una crescita del 2,7% e si appresta ad una prima metà del 2010 in crescita del +3,1%; la seconda invece, con un giro d'affari globale di 330 milioni di euro, nello stesso intervallo sale dal +2,5% al +4%. Le dinamiche dell'impresa cosmetica italiana, analizzate dal sondaggio dell'Associazione Italia delle Imprese Cosmetiche tra le consociate (che coprono il 95% del fatturato di settore), evidenziano sensibili miglioramenti nelle stime sugli investimenti in macchinari e impianti, manutenzione, ricerca e sviluppo e comunicazione, tutti segnali molto positivi per Fabio Franchina presidente di Unipro (nella foto), che guardando al futuro parla di una ripresa a 12 mesi, "ma senza la possibilità di tornare ai livelli precedenti la crisi, perché il potere d'acquisto si è ormai ridimensionato. Quello legato alla bellezza, all'igiene e al benessere personale resta però un acquisto necessario, al quale il consumatore non è disposto a rinunciare pur nei momenti di contrazione economica". La tendenza ormai affermata risulta piuttosto quella di ricercare per l'acquisto di ogni prodotto la migliore combinazione tra canale, prezzo e qualità. Orientamento rispetto al quale è la profumeria a pagare il prezzo più pesante tra i canali tradizionali, con un calo del 3,8% (a fronte di un valore complessivo che nel 2009 si è assestato sui 2.320 milioni di euro) cui già si annuncia in scia il -1,5% previsto nel primo semestre 2010. Ugualmente negativi i canali professionali, divisi tra saloni di acconciature e centri estetici: entrambi soffrono la ridotta propensione ai consumi che ha portato i rispettivi fatturati 2009 a quota 700 milioni e 200 milioni di euro. Ma se gli acconciatori hanno perso il 3,9% del giro d'affari nella seconda parte dell'anno in corso e si avviano verso una prima metà del 2010 stimata a -3,5%, l'estetica dovrebbe passare dal -3,8% del secondo semestre 2009 al -2,5% della prima metà del 2010. Per quanto riguarda le ipotesti di ripresa, l'analisi presentata da Prometeia allunga ulteriormente i tempi, per il segmento cosmetico quanto per tutto il manifatturiero italiano, tracciando un singolare andamento a radice quadrata. "Ci sarà ripresa quando avremo recuperato quello che abbiamo perso - spiega Giuseppe Schirone, illustrando i dati raccolti da Prometeia sullo scenario economico del manifatturiero italiano a confronto con l'industria cosmetica italiana - : se questo è il concetto condiviso, allora la riprea non c'è. Secondo le nostre previsioni ci vorranno altri due anni per arrivare a recuperare un terzo di quanto abbiamo perso in Italia". Lo scenario dei prossimi anni sembra però tratteggiare a favore del settore cosmetico una maggiore velocità di uscita dalla crisi, grazie alla tenuta del mercato interno. "Lo sforzo delle imprese della cosmetica prosegue da tempo al servizio di mercati in evidente ridefinizione strutturale - conclude Franchina -. Nel 2010 assisteremo ad una ulteriore evoluzione del mercato cosmetico: per questo Unipro ha deciso di investire risorse ed energie per favorire le imprese in questo momento. Il primo appuntamento importante sarà il Cosmoprof di Bologna dove, data la portata internazionale della manifestazione, sarà possibile misurare la competitività delle imprese italiane non solo sul mercato interno ma soprattutto nei confronti dei mercati esteri che stanno registrando importanti segnali di ripresa".

Silvia Sammarro
martedì 15 dicembre 2009