MODAONLINE - Un leggero trend di crescita segna l'andamento 2009 del settore cosmetico in Italia. E' questo ciò che emerge dai dati rilevati dalle statistiche effettuate da Unipro e presentati in occasione della conferenza stampa di Cosmoprof Worldwide Bologna 2010, tenutasi lo scorso 23 marzo: con un +0,3% ed un fatturato attestato a 9.107 milioni di euro i consumi di prodotti per la cosmesi in Italia sono saliti nonostante la congiuntura negativa, ad eccezione dei saloni estetici e dell'acconciatura rispettivamente in calo del 4,5% e del 5,1% per un complessivo - 5% per i canali professionali. A segnalare però un incremento particolarmente significativo sono le vendite nella grande distribuzione con un +2,6% (dato di cui fa parte anche l'erboristeria, in salita del 4,9%) e che, con un valore di 4.100 milioni di euro, si confermano come canale in grado di assecondare i cambiamenti di gusto e di propensione all'acquisto dei consumatori; seconda per volumi ma in calo rispetto al 2008 la profumeria, che si attesta a 1.246,8 milioni contro i 1.292,6 del 2008 (-3,5%). In crescita anche farmacia con 770,8 milioni nel 2009 ed un +3,2% e vendite porta a porta, che passano dai 432,7 milioni del 2008 a 442,2 milioni, registrando un +2,2%; seppur ancora piuttosto marginali, gli acquisti via web iniziano ad acquistare un peso sempre più consistente. "La segmentazione dell'offerta e l’iper-specializzazione in tutti i canali - ha spiegato Fabio Franchina, presidente Unipro, nel presentare i dati -, confermano la capacità delle imprese italiane di assecondare le mutazioni di un mercato che non rinuncia all’uso quotidiano dei cosmetici, sempre più strumento del benessere individuale per tutte le fasce di utenza". Il sell-in per le imprese, sostenute dal mercato interno, si attesta ad una quota pari a 8,137 milioni di euro; a pesare sono in particolar modo i rallentamenti dei mercati internazionali, con export in calo del 9,8% con una contrazione totale corrispondente a 2.080 milioni (-2,5%). In discesa anche le importazioni, diminuite di oltre 11 punti percentuali: per contro le imprese italiane hanno comunque recuperato ampie fasce di mercato in Italia dimostrando quella flessibilità che da tempo caratterizza l’offerta nazionale. A causa della contrazione internazionale, il rapporto export su produzione scende a 25,5%, anche se è attesa una ripresa dei consumi mondiali. Analizzando i dati di esportazione dei cosmetici italiani per destinazione, tra i primi dieci paesi acquirenti della cosmesi italiana, solo Regno Unito e Paesi Bassi non mostrano il segno meno; tra i primi venti si aggiungono Singapore, Austria e Australia anche se con volumi molto marginali. Pesano in generale le contrazioni di aree come la Francia (-24,7%), gli Stati Uniti (-21,8%) e la Russia (-29,5%), piazze che rappresentano un importante sbocco dell'export cosmetico italiano.