Versace si lascia alle spalle un 2009 negativo proiettandosi verso l'obiettivo del ritorno in utile previsto per il 2011. Oltre alla difficile congiuntura sui conti del Gruppo hanno pesata il mancato incasso delle royalties delle linee affidate in licenza ad Ittierre, i costi relativi alla ristrutturazione aziendale, la svalutazione di alcuni asset ed un contenzioso con la Cina
Il CdA della Gianni Versace SpA ha approvato il bilancio 2009 che ha visto il Gruppo chiudere l'anno più complesso degli ultimi decenni con un fatturato pari a 268 milioni di Euro con un Ebitda Margin negativo per 2,4 milioni di Euro (migliore, comunque, rispetto alle stime del piano approvato in Ottobre). I dati riflettono da un lato la difficile congiuntura causata dalla flessione dei consumi mondiali nel mondo del lusso e dall'altro risentono degli interventi attuati nel quadro del piano di riorganizzazione, adottato nello scorso mese di ottobre, finalizzato ad assicurare solide prospettive di crescita per il marchio. "L'andamento delle vendite - ha affermato l'Amministratore Delegato Gian Giacomo Ferraris, in carica dal luglio 2009 - è stato influenzato sia dalla debolezza della domanda, sia dagli interventi tesi alla riorganizzazione del network distributivo, attraverso la chiusura di rapporti insoddisfacenti o non in linea con le nuove strategie di prodotto e il perfezionamento di intese il cui valore aggiunto sarà evidente nei prossimi esercizi". Sui risultati finanziari e soprattutto sulla redditività hanno inciso in maniera determinante da un lato il forte calo delle royalties derivanti dalle linee che nel 2009 erano in licenza alla Ittierre spa azienda in Amministrazione Straordinaria da febbraio 2009 e dall'altro l'impatto delle misure straordinarie adottate per la razionalizzazione degli assetti organizzativi, industriali, logistici e distributivi. Ad essi (come già previsto al momento dell'approvazione del piano) vanno sommati i costi di ristrutturazione, insieme alla svalutazione di alcuni asset per riconfigurarne un corretto fair value e a un contenzioso in Cina, che hanno determinato oneri straordinari non ricorrenti pari ad un valore di 37,8 milioni di Euro, che contribuiscono a portare il Risultato operativo consolidato 2009 in territorio negativo per un valore di 49,6 milioni di Euro. "Questi interventi hanno modificato profondamente il modello di business e gli assetti industriali del gruppo Versace ed erano assolutamente necessari per restituire successo e competitività al marchio della Medusa". Una competitività che Ferraris conta di recuperare in breve tempo confidando di riportare il Gruppo all'utile nell'arco del 2011. "La velocità con la quale l'azienda ha assunto i nuovi assetti anche grazie al convinto sostegno dei dipendenti e al responsabile atteggiamento delle organizzazioni sindacali, consente di confermare le previsioni di ritorno alla redditività nel 2011. Da questo punto di vista, il fatturato 2009 rappresenta una solida piattaforma su cui riprendere la crescita. Le nuove linee strategiche stanno dando i primi frutti, come dimostra la crescita delle vendite retail nei primi mesi del 2010 a livello mondiale, nonché il promettente portafoglio ordini acquisito ad oggi dalla Maison, grazie all'eccellente lavoro del team creativo guidato da Donatella Versace".