MODAONLINE - Un libro ed un progetto della Fondazione Pitti Discovery celebrano il designer che rivoluzionò la moda italiana con il prêt-à-porter. "L'immaginazione al potere. Walter Albini e il suo tempo", volume curato da Maria Luisa Frisa e Stefano Tonchi, è stato presentato nel corso della 77a edizione di Pitti Immagine Uomo, mentre il Saloncino da Ballo nella Galleria del Costume di Palazzo Pitti ospiterà fino al 17 gennaio l'installazione dedicata allo stilista con foto, video e materiali originali. Nel 1967 Vogue Italia presentò Walter Albini, che negli anni della sua carriera, terminata nel 1983, vide il superamento dell'atelier in quanto convinto sostenitore di una moda democratica; il designer infatti comprese la necessità di attuare un cambiamento, un'innovazione. Il libro ripercorre la sua epoca attraverso pagine dalle riviste del periodo, fotografie e disegni originali, per evidenziare quelli che sono gli elementi principali dello stile della firma: il Gatsby look e il recupero degli Anni Venti e Trenta in chiave post-modern, l'attenzione per gli immaginari e i set che circondano i suoi abiti e che diventano elementi di lifestyle, la messa a punto del brand, di cui lo stilista intuisce la crescente importanza, e la creazione dell'icona Albini, che si collocò così nel panorama internazionale accanto ai principali nomi dell'epoca come Halston, Karl Lagerfeld, Yves Saint Laurent, Ossie Clark. Tra le presentazioni più significative quella della collezione maschile per l'estate 1977 composta da 12 outfit, presentati su pannelli e realizzati utilizzando ed assemblando capi appartenenti ad amici stilisti, fotografi e giornalisti: "Bisogna imparare la libertà di vestirsi fuori da ogni schema. Il consumismo produce oggetti, non stili. Io mi guardo attorno, scelgo, combino e propongo". A restituire in maniera fedele l'irrequietezza creativa e la capacità di immaginare di Walter Albini furono le parole con cui egli commentò la collezione Primavera/Estate 1979: "Per me, ogni vestito ha una storia, d'amore, di rabbia, di violenza. Ogni vestito è un momento, una persona, un posto e ogni vestito ha il suo ruolo, come in un teatro. Per cambiare vestito bisogna cambiare attitudine e spirito, e entrare in una nuova parte. Ogni volta, ogni stagione, ogni collezione". Il volume, facente parte della Collana Mode, edizioni Fondazione Pitti Discovery, Marsilio Editori, contiene testi di Flavio Albanese, Carlo Antonelli, Gloria Bianchino, Cristopher Breward, Mariuccia Casadio, Angelo Flaccavento, Maria Luisa Frisa, Gabriele Monti, Ivan Paris, Simona Segre Reinach, Mauro Tinti e Stefano Tonchi, ed è stato realizzato sia in lingua italiana che inglese.